I Barbini di Murano – Le Origini

La famiglia Barbini si stabilisce a Murano nella seconda metà del XVI secolo, ma è solo all’inizio del 1600 che il cognome Barbini compare, per la prima volta, in documenti ufficiali muranesi.

Nel registro dei battesimi dell’ex parrocchia di S. Stefano a Murano,  in data 4 giugno 1614, è segnato il battesimo di un Marco figlio di un tal Zuanne detto Barbin.

Dunque, da questa semplice informazione, sappiamo che all’inizio del XVII secolo, a Murano, il cognome Barbini era già in uso e che così veniva chiamato un
certo Zuanne.

A questo punto, per capire le origini della famiglia Barbini di Murano è fondamentale sapere chi fosse questo Zuanne.

Andando a ritroso, nei registri presenti negli archivi delle due parrocchie ancora esistenti a Murano (Ss. Maria e Donato e S. Pietro Martire), troviamo  annotata un’interessante notizia, proprio quella che fa al caso nostro:
in data 19 giugno 1569, nella Chiesa di S. Donato, “Fu batezato un figliol a Marco Bressà nato da Nina sua moglie, nominato fu Zuanne, compatri sono stati Gasparo Bressà da Padengo“.

Riassumendo sappiamo che Zuanne è nato nel 1569 a Murano, che era figlio secondogenito di tali Marco Bressà e Giacomina , che il 19 giugno dello stesso anno viene battezzato nella Chiesa di S. Donato e che il 7 novembre del 1596, ben 27 anni più tardi, sempre nella Chiesa di S. Donato, sposa Samaritana Campanato.
Sappiamo anche che avrà 7 figli (Francesco, Steffano, Anzola Virginia, Zorzi, discendente di tutti i Barbini oggi presenti a Murano, Marco, nominato precedentemente, Speranza e Iseppo).

A questo punto, ai fini della nostra ricerca, il cui scopo è conoscere le origini di questa famiglia, dobbiamo necessariamente chiederci chi era Marco Bressà.
In realtà di Marco Bressà e della moglie Giacomina, prima del loro arrivo a Murano, non si hanno nessun tipo di notizie.
Le uniche informazioni a nostra disposizione sono che Marco di mestiere faceva il Barcarolo e che arrivò a Murano, assieme alla moglie, nella seconda metà del XVI secolo. Sempre dai registri parrocchiali, sappiamo che Marco e Giacomina diedero al mondo tre figli: Zuanne Benedetto, Zuanne, capostipite di tutti i Barbini di Murano, e Zorzi.

Abbiamo a disposizione anche un’altro dato, fondamentale per quello che andiamo indagando. Nella registrazione del battesimo di Zuanne si dice che “compatri sono stati Gasparo Bressà da Padengo”.

Ora, sappiamo che Padengo è un comune in provincia di Brescia e che si trova nei pressi del Lago di Garda; sappiamo anche che il bresciano, fin dal 1426, era territorio veneziano e che, ci fa notare Luciano Moretti, fin da 1564, nei registri parrocchiali di Murano, troviamo la presenza di una quindicina di famiglie bresciane. Inoltre è noto che i bresciani, sostanzialmente, di mestiere facevano i barcaroli o gli ortolani.  N
on sappiamo, invece, chi fosse di preciso questo Gasparo Bressà, ma possiamo supporre fosse un parente di Marco Bressà, forse un cugino, o il fratello, magari arrivato con lui a Murano. Le uniche informazioni che abbiamo su di lui è che di mestiere faceva il vetraio e che il 23 giugno 1565 battezza nella Chiesa di S. Stefano il primo figlio, di nome Domenico (sarà il primo Bressà o Bressan battezzato a Murano).

Dunque, dai dati emersi, possiamo ipotizzare che la famiglia Barbini, prima di stabilirsi a Murano, vivesse nei territori del bresciano, meglio ancora, a Padengo, nei pressi del Lago di Garda. Questa è solamente un’ipotesi, la più accreditata tra i cultori di storia muranese, ma la questione, sostanzialmente, rimane ancora aperta ed in proposito esistono più teorie.

Sappiamo, invece, con certezza, che sul finire del XVI secolo e i primissimi anni del secolo XVII i Barbini erano barcaroli e ben considerati all’interno della società muranese, che i suoi componenti contrassero matrimonio con le più importanti famiglie dell’isola e che poco tempo dopo cominciarono a lavorare il vetro. Solo nel 1658, però, la famiglia Barbini venne iscritta nel Libro d’Oro della Magnifica Comunità di Murano.

Concludendo, il fatto che la famiglia Barbini venne inscritta nel Libro d’Oro della Magnifica Comunità di Murano solamente nel 1658, non è da intendersi come data del loro arrivo in isola, come spesso si è sostenuto, perché, come abbiamo visto ed accertato, la loro presenza in isola risale alla seconda metà del XVI secolo.

 

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