Sulle origini dei Barbini

Maria AntoniettaSi pensa che il cognome Barbini derivi dal soprannome germanico indicante un uomo barbuto. Altra ipotesi è che faccia riferimento all’appellativo dialettale di “Barba”, ovvero, “zio”.

Tralasciando, per il momento, l’origine e il significato etimologico del cognome, proseguiamo nel cercare di capire la provenienza di questa famiglia.
Tracce della famiglia Barbini si trovano a Modena, dove all’inizio del XVIII secolo vivevano due illustri personaggi: tali Silvio, che di mestiere faceva il pittore, e Barbini o Babini Matteo, musico ed attore eccellente, il quale duettò assieme alla regina Maria Antonietta.
Forse questi due insigni signori, che l’abate Antonio Barbini, celebre fabbricatore d’organi e cembali, presente a Murano nel XVIII secolo, soleva annoverare nel suo albero genealogico, discendono veramente dai Barbini di Murano. Al momento, però, non abbiamo documenti che attestino il legame di sangue dei Barbini di Murano con quelli di Modena, ma dobbiamo accontentarci dei dati emersi, che non sono pochi, grazie ai volonterosi ed instancabili cultori di storia muranese che, con pazienza e dedizione, hanno speso ore infinite a scartabellare documenti e registri negli archivi parrocchiali di Murano, ai quali va la mia più grande riconoscenza e stima.

Dalle ricerche sopraddette, sappiamo che nella seconda metà del XVI secolo arrivò a Murano un tal Marco Bressà, assieme alla moglie Giacomina.
Di Marco Bressà e Giacomina, in realtà, non si hanno nessun tipo di notizie, prima del loro arrivo a Murano. Le uniche informazioni a nostra disposizione sono che Marco di mestiere faceva il Barcarolo e che diede al mondo tre figli: Zuanne Benedetto, Zorzi e Zuanne detto Barbin. Quest’ultimo è il capostipite di tutti i Barbini presenti oggi a Murano.

Inoltre, dalle poche informazioni presenti nei registri parrocchiali, si deduce che, Marco e Giacomina, provenissero dai territori del Bresciano, tra Desenzano e Padengo, nei pressi del Lago di Garda.
Anche se questa possibilità sembra essere la più realistica, rimane comunque un’ipotesi, la più accreditata tra i cultori di storia muranese, ma sempre un’ipotesi tra le altre. In sostanza, sull’origine dei Barbini di Murano, ad oggi, non si hanno notizie certe. Ma procediamo con ordine.

Silvano Tagliapietra, noto storico muranese, nel suo piccolo fascicolo intitolato I Barbini deI Barbini da Oderzo a Murano? Muran, ricorda che i primi abitanti di Murano furono, oltre agli Opitergini e gli Altinati, gli abitanti di Oderzo. Proprio in quest’ultima città, Oderzo, nel 1500 vi erano Barbini che vi abitavano. Infatti, continua Tagliapietra, “nei processi dell’Avogaria al Penal e al Comun troviamo Barbin opitergini e Barbin muranesi e le cause istruite per quelli di Oderzo sono anteriori al 1600“.

Una seconda ipotesi, sempre di Tagliapietra, è quella esposta poco fa, ovvero, che i Barbini provenissero dai territori bresciani del lago di Garda, tra Desenzano e Padengo e che, proprio da quei territori, si pensa, emigrò Marco Bressà, assieme alla moglie Giacomina, nella seconda metà del XVI secolo.

La terza ipotesi è che i Barbini provenissero da San Donà di Piave. Personalmente, ritengo più verosimile che alcuni rami della famiglia Barbini si stabilirono in questa città posteriormente al loro arrivo a Murano. L’idea nasce da un dato: nel 1780 a San Donà di Piave nasce un tal Michelangelo Barbini, apprezzato pittore e ritrattista veneziano, già allievo del Longhi, fu uno dei più noti antiquari di Venezia.
I Barbini da Padenghe sul Garda a Murano?L’abate Vincenzo Zanetti, celebre storico muranese, nella sua “Guida di Murano” annota le famiglie che da Murano si stabilirono in “terre straniere” per i più svariati motivi, ma sopratutto per motivi di lavoro. Nella lista compare anche la famiglia Barbini, trasferitasi attorno al 1750 a Vicenza e a San Donà di Piave. In quel periodo a Murano vivevano Domenico Barbini, sposato con Annetta Longhi. Si può ipotizzare che proprio Domenico, per motivi di lavoro, si trasferì a San Donà, dove nacque il nostro Michelangelo, quinto ed ultimo figlio di Domenico.

 

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